domenica 4 novembre 2007

auguroni

Stamattina mia mamma mi ha fatto leggere un trafiletto, no, un box, su La Repubblica di ieri.
Loro comprano La Repubblica quando esce Il Venerdì, sapete, per i programmi, perché non è che piaccia molto come giornale.
Nel trafiletto c'è scritto esattamente quanto leggo su questa pagina del corriere.it, ma lo riporto ugualmente qui.

BOLOGNA - Il presidente del Consiglio Romano Prodi al ritorno da una visita ai cimiteri reggiani è stato fermato da un giovane metalmeccanico. «Presidente, sono un operaio, prendiamo troppo poco», gli ha detto il giovane. «C'è stata una perdita del potere di acquisto degli operai negli ultimi dieci anni molto forte», gli ha risposto il premier. «Abbiamo cominciato a correggerla un po', ma ci vuole tempo».
«Lei lo sa, è durissima», ha insistito il giovane. «Io prendo 1.200 euro al mese, ma per andare a pari ce ne vorrebbero almeno 1.800». «Penso proprio di sì», ha risposto Prodi, «è un problema che già da un anno avevo rilevato, non solo tra gli operai di basso livello ma anche tra i tecnici e gli operai specializzati».
«Io sono specializzato, lavoro a Guastalla», ha aggiunto il giovane. «Alla Smeg?», ha chiesto Prodi ricevendo una risposta positiva. «Auguroni», è stato il saluto con cui Prodi si è congedato dal giovane operaio.

Quando ho alzato gli occhi dal giornale, mia mamma mi ha detto che arrivata all'ultima parola s'è messa a piangere. A piangere al pensiero di Prodi che dice Auguroni "a uno che gli dice quella cosa lì".
Poi abbiamo parlato un po'.
In casa mia si è sempre parlato di politica. Ovvio, oggi ne parliamo molto poco, dato che non c'è molto da dire. O non riusciamo più a dirlo. E' iniziato tanto tempo fa, e non credo potremo rimediare.
Il governo Berlusconi ci ha stremato; ogni giorno ce n'era una nuova, e sembrava che non potessimo fare nulla per fermarli: lo sconcerto pubblico, la controinformazione, le proteste in piazza, le proteste degli intellettuali, la satira, i giudizi degli osservatori stranieri, i richiami della commissione europea - nulla. Inizialmente se ne parlava con rabbia ma anche con lo stupore che si prova davanti al surreale; ma pian piano la rabbia diventava indignazione, l'indignazione abitudine, e un giorno ci svegliammo e ci ritrovammo tutti piallati. L'unica voce stridula che si sentiva era quella delle prese per il culo della persona Berlusconi, che sembravano orchestrate da Publitalia più che dall'opposizione.
Arrivammo alle elezioni così storditi da non riuscire a porre alcuna resistenza a quelli che ora governano. Anche io li ho votati, macchiandomi per la prima volta di una colpa, di una complicità di cui sento il peso ogni volta che mi avvicino a un quotidiano.
Con questo governo la politica è davvero finita. Non esistono più conflitti di valori; non si parla di come si dovrebbe amministrare la cosa pubblica, alla luce di diverse concezioni della stessa e del mondo; si parla di... potere? Non so descrivere ciò di cui si parla. Non so nemmeno più qual è il discorso dominante; esso è frammentato, difficile da ripercorrere, volutamente ambiguo.

E certo, sono stanca di BlogBabel, Carmilla, il declino del genere horror, o le mie disavventure domestiche, insomma delle tante cazzate con cui mi trastullo qui e altrove. Ma di cos'altro si può parlare ormai? Non serve sapere come funziona, non serve deplorarlo negli altri: mi sto ripiegando su me stessa, divento sempre più indifferente, divento sempre più razzista (io? sì, io), in una sorta di qualunquismo di ritorno che assomiglia all'apatia.
Va bene l'anarchismo individualista, ma io ho bisogno di compagni, e dove sono i miei compagni? Ipnotizzati da un'America Latina di maniera, coglionati da Tarantino e dalla minimum fax - io non voglio avere nulla a che fare con persone che hanno dismesso i loro valori e la loro ideologia, magari barattandola per due chili di rizomi e un Mac Book Pro.

Forse ho bisogno di allontanarmi di nuovo. Di chiudermi in qualche aula o biblioteca, quei luoghi dai quali tutto appare limpidamente consequenziale; forse basterebbe non prendere più la metropolitana; forse devo rileggere qualche pagina di quelle che in passato avevano fatto il loro porco dovere.
O forse va benissimo così, poiché vivo e rappresento il mio tempo; se aspetto ancora qualche anno dimenticherò del tutto di aver fatto politica, pensato politica, vissuto politica, e sceglierò in base alla convenienza l'opinione del giorno, in base al fatto del giorno, al pagerank del giorno e alla cena del giorno prima.
Senza indignazione e senza paura, se non quella che mi diranno di avere.

30 commenti:

giulius80 ha detto...

Grande, grande , grande. Hai scritto tutto quanto la nostra generazione vive e pensa quotidianamanete. Certo che i blog diventeranno l'unica informazione possibile.. dove caxxo lo leggi senno il nostro pensiero??

Orazio ha detto...

Grande Irene. Ci hai dato voce! Intanto quelli che facevano gli incazzati nei collettivi all'università o già alle assemblee di istituto del liceo sono vicesindaci, assessori, assistenti parlamentare, coordinatori regionali... Loro, gli impegnati, hanno risolto il problema per se stessi. Bellissimo, a tal proposito, anche l'ultimo post di Galatea http://ilmondodigalatea.go.ilcannocchiale.it/post/1670722.html e il pezzo di Malvino su Capezzone, che può essere considerato un bell'esempio dei nostri tempi http://malvino.go.ilcannocchiale.it/post/1671443.html

pbeneforti ha detto...

non mi allineo al qualunquismo pessimista e idealista.

"Con questo governo la politica è davvero finita. Non esistono più conflitti di valori; non si parla di come si dovrebbe amministrare la cosa pubblica, alla luce di diverse concezioni della stessa e del mondo;": non ho capito chi dovrebbe parlare di queste cose; cosa significa avere conflitti di valori? che cos'è, per te, questa politica che sarebbe finita?
I governi devono governare, mica fare bèi discorsi. e chi vuol fare bèi discorsi, in ogni caso, non credo debba per questo scollegare il cervello dalla realtà.

Filter ha detto...

Berlusconi avrebbe detto al metalmeccanico: "vuoi guadagnare 1800 euro al mese? cercati un lavoro migliore". Credo che gli "auguroni" di Prodi esprimessero lo stesso concetto.
In quanto individualista anarchico, sono d'accordo con loro.

Anonimo ha detto...

Il venerdì?

Ma i tuoi sono a conoscenza del televideo?

irene (la spostata) ha detto...

Innazitutto chiedo scusa, ho dimenticato di mettere il link alla pagina del corriere.it, ora rimedio.

Caro anonimo, il televideo in casa mia è roba recente, mia madre non sa ancora come usarlo... :)

Ehi giulius, ma che fai, leggi i blog di domenica? Non si fa! Stai rubando cazzeggio all'orario di lavoro! =)

Sì Orazio, e lascia stare di quelli che facevano la rivoluzione nei centri sociali. Ma non è questo il problema; è che la tanto sbandierata equivalenza tra destra e sinistra, che si declamava fin dagli anni settanta, ora riguarda non solo "quelli che rubano" che "son tutti uguali", cioè non riguarda solo le persone, gli individui, ma anche proprio le non-ideologie in campo. E conseguentemente, riguarda noi che nel nostro piccolo, in casa con gli amici dentro la nostra testa, la politica la pensavamo.

Paolo, non parlo di idealismo, parlo di ideologia. Parlo del fatto che per esempio non si discute più di riforme scolastiche in base alla concezione dell'istruzione e quindi del modello di cittadino che si vuole creare; si parla di riforme che tolgono crediti, danno crediti, vietano questo, introducono quell'altro - ma perché? Cioè, in base a cosa?
Idem con l'immigrazione. Che modello di integrazione vuole questo governo? E perché? Basta allinearsi a Confindustria, o alla chiesa! Cittadinanza sociale: significa ancora qualcosa? Il voto o il non voto, le case o niente case, la moschea o no - con che base? Ormai il decentramento amministrativo e politico fa sì che il tuo pacchetto di diritti dipende più dalla città dove hai residenza che dal governo nazionale; che posto hanno le politiche nazionali di integrazione in questo panorama? E quale efficacia?
Politica si inizia a farla affrontando le cose con uno sguardo globale, sulla base di un pensiero condiviso che riguarda cosa è la società e cosa dovrebbe essere e come dovrebbe essere fatta funzionare. E' questo che manca. Per "discorso" intendo non retorica o esternazioni orali, ma qualcosa di più affine a "linea di pensiero".

Filter, ciò che dici si avvicina più all'anarcocapitalismo che all'anarchismo puro;)!
E comunque, ciò che risponderesti tu o cosa risponderei io non ha grande importanza; il capo di un governo democratico non ha né può avere una prospettiva dell'"arrangiati", perché vincola la libertà individuale dell'arrangiarsi alle regole di uno stato nazionale.

fdecollibus ha detto...

Hai ragione. Sembra che la realtà sia stata sostituita da una sua trasposizione a cartoni animati per bambini piccoli.

Anonimo ha detto...

magari la religione può essere una risposta...

Isadora ha detto...

Irene, non è che voglia fare grossi panegirici a favore del governo, ma ci sono due o tre cose che mi danno da pensare:
1. Non è che un governo in un anno possa fare tanto, né nel bene, né nel male. Mai pensato che il drammatico calo del potere d'acquisto possa essere la conseguenza della politica dissennata, populistica e clientelare del governo precedente?
2. Mi piacerebbe che leggessi questo: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=3713&ID_sezione=&sezione=
a proposito della delegittimazione del governo da parte di una stampa quantomeno faziosa (sto cercando di utilizzare una terminologia civile)
3. La SMEG è una S.p.A. con sedi in tre continenti. Io da sola non ci arrivo: mi spieghi in parole semplici quali misure dovrebbe prendere Prodi per influenzare la politica salariale della SMEG (o di chiunque altro)? O stiamo discutendo del carico fiscale? Le ha inventate Prodi, tutte quelle brutte tasse?

Mi piacerebbe davvero sapere che ne pensi.

Anonimo ha detto...

è un momento di smarrimento che stiamo viendo in molti a sinistra...specie quando la vediamo prendere decisioni che di sinistra non hanno proprio nulla e somigliano tanto a quelle di destra, credo che il senso di disorientamento nasca anche da questo...

Filter ha detto...

Credo che anche un socialdemocratico svedese avrebbe detto al giovane operaio "1800 euro al mese? Datti da fare", ma non insisto.

eddie ha detto...

no, scusa.
ho una laurea in filosofia con lode, parlo 4 lingue, da due anni mando un cv al giorno (a cui non risponde nessuno), lavoro come disegnatore archicad e tuttofare in genere in uno studio di ingegneria.
un operaio della smeg prende 300 euro al mese più di me e si lamenta?

(mando un cv alla smeg, eh)

irene (la spostata) ha detto...

Isa, il drammatico calo del potere d'acquisto dipende sempre dalla storia e dal passato, e così come un governo in un anno non può fare nulla, penso ugualmente che possa fare qualcosa. Non so, per esempio una tassa sul patrimonio. O interventi in materia di edilizia pubblica. Mettere mano all'università. Mettere mano alle telecomunicazioni. Limitare i danni del governo precedente, o almeno, almeno, non continuare ciò che quelli prima non avevano avuto modo di portare a termine. Cosa che invece avviene di continuo.
Per quanto riguarda la lettera, sì, l'ho letta quando l'hai segnalata sul tuo tumblr. Non la condivido affatto. Anche il governo Berlusconi era fischiato e continuamente criticato da ogni parte; perché la percezione dei suoi elettori era invece opposta? Perché nessun ministro se ne andava in televisione criticando i propri colleghi, affermando che non lo lasciavano fare cose giuste e invitando esponenti politici dell'opposizione più opposta a collaborare con lui a dispetto della volontà del governo a cui appartiene; presidente della Camera evitava di affermare per primo e in continuazione che il governo non stava in piedi (aiuta); quel governo non aveva vinto per una manciata di voti provenienti da persone che (secondo me) non dovrebbero nemmeno essere considerate elettori; con mezzi che possiamo anche giudicare squallidi, ha comunque fatto ciò che la gente si aspettava.
Io non ho ancora visto qualcosa di quello che mi aspettavo. Mi aspettavo questo, dopo un anno e mezzo di governo: che i preti uscissero dalla politica pubblica; che le leggi "da abrogare/modificare" (a detta del programma) sarebbero state abrogate o modificate; che si tornasse a parlare di staminali; che si tornasse a parlare di telecomunicazioni; che si diminuissero le spese; che ci si ritirasse dalle zone di guerra; che si facessero i pacs - eccetera.
E comunque, comunque, certo che il presente è figlio del passato. Certo. Infatti non sto dicendo che Prodi è cattivo ed è origine di tutti i mali. Sto dicendo che la politica è morta da tempo e ciò che accade attualmente nelle cronache politiche non fa che confermarlo. Se qualcuno pensava che andato via Berlusconi le cose sarebbero tornate alla decenza, mi auguro che si accorga di avere sbagliato.

Filter, dici insomma che mi sono lasciata trasportare dalla retorica? In effetti a volte mi accade, è possibile.

Eddie, datti da fare! ;)

Orazio ha detto...

Mi schiero per la terza volta integralmente al fianco di Irene. Questo governo non sta facendo un cazzo di niente nemmeno delle cose a costo zero (basti vedere la fine che hanno cose inserite in modo sacrosanto in programma come i dico e la commissione d'inchiesta su genova). Il fatto che adesso la spina dorsale sia un partito che non è in grado di inserire nel suo programma nemmeno l'estensione dei diritti civili a omosessuali e coppie di fatto non è una bazzecola da qualunquisti, così come non è una bazzecola che si continui a tassare il lavoro e non il patrimonio, che non si sia fatto niente per calmierare il problema della casa (ma che cittadino è un cittadino che non può permettersi COL PROPRIO LAVORO di comprarsi una abitazione non dico confortevole ma almeno decorosa???)... niente di niente. Questo governo, come il precedente, amministra il tracollo della democrazia di questo paese, e di questo passo giungeremo presto al punto che l'avranno resa talmente inutile (se non dannosa) che non se la difenderà più nessuno. Anzi... ma quale democrazia è quella in cui il nostro voto serve soltanto a sancire quel che hanno già scelto nelle stanze dei bottoni? Ma facciamola finita con queste prese di culo! C'hanno già esautorato di tutto. Prima c'hanno reso ignoranti, poi c'hanno viziato perché non ci venisse nemmeno il dubbio che ci mancasse qualcosa, poi c'hanno divisi e ora ci cucinano per benino! Non sarà un caso se il paese così com'è assomiglia a come l'aveva immaginato Licio Gelli, no?

Sauro ha detto...

Mah, o Irene, a parte il fatto che hai scritto cose che potrei aver scritto io e la cosa mi ha quasi commosso (non sono ironico), io sarei un anarchico sociale (sebbene non insurrezionalista). Voglio dire, da giovane ho letto proprio Bakunin e Proudhon, e ricordo che mi sono proprio piaciuti. Non sono un seguace di Stirner (sebbene lo rispetti), mentre non rispetto gli anarchico-capitalisti, degli ossimori viventi. Via, le mie credenziali ideologiche le ho buttate sul piatto: ecco, a questo punto, se hai bisogno di un compagno politico per fare politica, io sono disponibile. Fammi sapere se vado bene. Fai conto che io sia uno "allievo" di Amici di Maria De Filippi e tu l'insegnante di danza, quella perfida (mi sa che con quest'ultima citazione mi sono giocato quel poco di prestigio che avevo conseguito con Bakunin e Proudhon, eh?)

Oscaruzzo ha detto...

Irene, che dire? Auguroni!

No beh, scherzi a parte, io ce l'ho col governo perche` e` a dir poco impigrito. Va anche detto che sono assolutamente incapaci di fare marketing di se stessi. Padoa Schioppa e` l'ultimo nella classifica dei "gradimenti" dei ministri. Eppure dopo cinque anni di Tremonti e` riuscito a fare un mezzo miracolo. Io sono al 50% tra l'incazzato e il fiducioso. Non so. Certo, avevo altre speranze...

davide l. malesi ha detto...

Io sono uno di quelli che è ben contento della morte delle ideologie. Dico e ripeto spesso che, secondo me, le ideologie hanno accoppato milioni di persone: e dubito che ne abbiano salvata neanche una. E anch'io penso, come Filter, che di fronte all'aspettativa di 1800 euro al mese di cui parlava quell'operaio, anche un socialdemocratico svedese risponderebbe: "Be', allora è il caso che tu ti cerchi un lavoro per cui quello stipendio sia una possibilità reale".

Ciò detto, anch'io mi aspettavo delle cose da questo governo, e non le ha fatte. Una lotta dura all'evasione fiscale. Un tentativo di regolarizzare la situazione di milioni di precari. L'abrogazione della riforma elettorale fatta dal governo Berlusconi, che TUTTI nel centro-sinistra, prima delle elezioni, dichiaravano essere una porcata (ma che poi si son guardati bene dal toccare). Pacs e staminali, certo. E svariate altre cosette.

Bene, nessuna di queste cosette è arrivata: anzi, non è nemmeno allo stato di progetto concreto.

irene (la spostata) ha detto...

Filter, Davide, allora a questo punto devo pensare che non viviamo nello stesso paese. Io vivo in un paese in cui le classi sociali sono chiuse e, sì, esistono, non "per sé" probabilmente, ma esistono. Vivo in un paese in cui lo status sociale si eredita, ed è una cosa che in Europa quasi non esiste. Vivo in un paese in cui la mobilità sociale intergenerazionale è ridotta all'osso, in cui per intenderci il figlio dell'operaio al 90% farà l'operaio, o lavorerà al call center, o farà il commesso nel centro commerciale. Perché la disuguaglianza riguarda l'istruzione, perché sappiamo tutti che il lavoro si ottiene per conoscenze e chi proviene dal basso ne ha meno, perché non abbiamo centri per l'impiego efficienti, perché non abbiamo alcun raccordo fisso tra scuola e aziende, insomma santo cielo lo saprete anche voi no?
Quindi basta con questi discorsi di arrangiarsi! Ci si potrebbe arrangiare solo se ci fossero le strutture, gli spazi per farlo, e in Italia NON ci sono.
Certo, qualcuno che smentisce la statistica e sfugge alla casta dov'è nato c'è, "bella pe' loro" come si dice a Roma, ma sono eccezioni che confermano la regola, e a scavare si trova sempre qualche elemento di privilegio (reti sociali, figli unici di figli unici, ecc) che giustifica la possibilità dell'eccezione.
E sia chiaro che io la coda di paglia non ce l'ho, perché sono una di queste eccezioni, e proprio per questo ritengo che non sia giusto esserlo.
1800€, oggi in Italia, sono il minimo, il giusto per un operaio specializzato. Dato che un operaio specializzato fa un lavoro più pesante, più rischioso, sicuramente più importante della maggior parte dei lavori. Quindi dovrebbe essere pagato BENE. Perché il discorso "se vuole i soldi, faccia dell'altro" è SBAGLIATO, perché implica che l'operaio sia un demente, uno sfigato, invece l'operaio, il muratore, il contadino, l'insegnante sono la fottuta base di un paese, non i consulenti, i sociologi, i sistemisti, i venditori di spazi pubblicitari, gli arredatori d'interni e gli organizzatori di eventi, e se non difendiamo con le unghie e con i denti queste categorie il paese muore alla prima ondatina di seria recessione. Quindi io voglio che l'operaio prenda il doppio di me, non che molli il suo lavoro e si metta a fare l'agente immobiliare o qualche altro mestiere INUTILE per potersi mantenere a un livello di decenza.
E' così assurdo quello che dico?

davide l. malesi ha detto...

irene, a mio avviso sì, è assurdo il tuo discorso, perché mette in un solo paniere mestieri che nulla hanno a che spartire (vedi l'insegnante e l'operaio). Se mi dici che gli autoferrotramvieri e gli insegnanti sono parte vitale delle infrastrutture del Paese, dici una cosa vera. Se dici che lo sono gli operai metalmeccanici, ne dici una falsa. L'industria italiana, specie quella pesante, è avviata verso un processo di progressiva delocalizzazione verso Paesi ove la manodopera costa meno(non sto parlando dei poli di eccellenza che producono alta tecnologia, eh: quelli sono un caso a parte). Tra vent'anni l'industria pesante convenzionale, per dire, in Italia non ci sarà più. Dunque sì, è molto sensato che l'operaio si metta a fare altro, perché nemmeno il welfare più efficiente del mondo può sostituirsi alla legge della domanda e dell'offerta.

irene (la spostata) ha detto...

@Sauro: abbracciami! :)
Ma che non ti salti in mente di saperne meno di me; anzi, io ne so tanto poco che le minime cose che mi ricordo diventano importantissime, invece di diluirsi uniformemente in una mare di cose da sapere. Forte no?

@Davide, capisco la tua scala di priorità. Ma l'industria pesante a me dispiace che venga delocalizzata in Romania, cosa che fa sì che poi gli operai romeni, stanchi di farsi sfruttare dagli italiani, dal momento che tanto hanno capito qualcosa del paese e della lingua decidano di tentar fortuna alla fonte, cioè in Italia, dove però si trovano da cani, e nel frattempo in Romania al loro posto arrivano immigrati da un pochino più a est che si fanno sfruttare ancora di più, eccetera eccetera. Io difendo l'industria così come difendo un servizio sanitario che per molti va "delocalizzato" verso il privato e il terzo settore proprio per ragioni economiche - sono contro perché sono cose che si stanno facendo male, buttandola in caciara. Quindi non difendo né la statalizzazione né la centralizzazione, semplicemente penso che finché non si trovano reali soluzioni MIGLIORI per rivitalizzare o riconvertire settori in perdita, soluzioni che non siano "tutti a casa, da oggi si va in Romania, scemi voi che lavoravate qui da 15 anni/ ciao ciao, da oggi vi diamo il voucher così potete rivolgervi a qualche cooperativa sorta dal nulla invece che alla ASL", tali settori in perdita vanno comunque salvaguardati, perché vi lavorano persone che fanno parte del corpo sociale, e il corpo sociale si fonda sull'interdipendenza, e io non voglio che gente a cui sono legata finisca sulla strada, e il bello è che non devo pagare più tasse per questo, basterebbe dirigere i fondi in altri modi che non siano quelli in cui li sta destinando questo governo, tipo finti treni veloci, torri, eventi eccetera.

pbeneforti ha detto...

cari delusi, ma ve lo ricordate che al Senato c'è 1 (UNO) voto di differenza? sì? ve lo ricordate?

un minimo di realismo, no?

davide l. malesi ha detto...

Irene, anche qui mi sembra che tu faccia un po' di confusione. Una cosa è la sanità, che è un servizio al cittadino (e che, come tale, non dovrebbe essere gestita in funzione del profitto economico che può dare). Altro è l'industria, che nasce come impresa: e, piaccia o no, le imprese funzionano quando fanno soldi. Tenere in vita, forzatamente, l'industria pesante in Italia non è solo fuori da ogni logica di mercato: ma è dannoso proprio per quel corpo sociale cui dici di tenere tanto. Il corpo sociale si tutela meglio se l'economia è sana. E non si può pensare di avere un'economia sana tenendo in piedi artificiosamente settori morti, o comunque in stato preagonico. Quando poi la baracca si sgonfia (e succede sempre), i risultati sono tragici.

Ti faccio un esempio: di quando i vari governi pentapartitici operarono la forzatura artificiosa di tenere in piedi (o addirittura gonfiare con assunzioni inutili, per motivi elettorali) i colossi del parastato (gruppo IRItecna in testa) per tutti gli anni Ottanta. Dopodiché, a un certo punto, Amato s'è accorto che i conti di queste aziende non potevano più tornare: e da lì in poi il downsizing non si è sviluppato dolcemente (come avrebbe potuto essere, se si fosse gestita la situazione con un po' di buonsenso, rendendosi conto che quelle aziende erano morte da dieci anni) ma è andato giù pesante, a colpi di mannaia.

irene (la spostata) ha detto...

Davide, non voglio che imprese o settori fallimentari vengano tenuti in vita artificialmente, so cosa succede in quel caso. Voglio la stessa cosa che dici tu: che le cose vadano fatte gradualmente e con una direzione da parte del governo. Perché non è l'industria ad andare salvaguardata, ma il lavoratore. Ora, per sfiga il ragazzo che si è avvicinato a Prodi lavora in un settore "sbagliato", ma avrebbe potuto lavorare in qualsiasi altro e le sue lamentele sarebbero state le stesse, a meno appunto che non fosse un dirigente. In ogni modo, questo ragazzo non è un imprenditore che ha investito in modo stupido, al quale giustamente il governo direbbe "A ciccio, e informate prima": è un operaio, e lavora dove c'è lavoro, e poiché dato il suo status non ha le stesse opportunità di mobilità di altri (se non come emigrazione), molto probabilmente è il territorio dove vive a dettare la sua professione - il territorio è uno dei fattori di diseguaglianza, ovviamente, insieme a quelli detti prima.
Quello che voglio dire è che non è che dato che questo è sfigato due volte, perché fa l'operaio e fa l'operaio in un'azienda poco promettente per il nostro paese ma in generale grande e stabile (insomma, non so parlando di un'officina ecco), la nostra risposta (nostra come Stato) al suo disagio, che è comunque il disagio di tutti, non può in ogni modo essere "eh me spiàs, scemo tu che non hai studiato politica economica e non hai previsto la delocalizzazione dell'industria pesante".

In ogni modo a essere sincera mi sono un po' persa, non ho capito bene perché siamo arrivati a parlare di settori industriali. Io volevo solo dire che il comportamento di Prodi in quell'occasione è stato ributtante (il presidente svedese non si troverebbe mai in questa situazione, perché da loro il problema viene affrontato in altro modo, gli stipendi sono più alti e la fornitura di servizi sociali abbassa il costo della vita), anche per quel "eh, è da un anno che me ne sono accorto" - mi chiedevo dove vivesse prima - e come in generale la possibilità stessa di quest'episodio è un buon indice della vita politica del paese. Mi sono impelagata in discorsi da economista che, com'è evidente, non mi appartengono... ;)

davide l. malesi ha detto...

Irene, aldilà del fatto che a me il comportamento di Prodi non è parso così scandaloso, il problema non sono i 1800 euro netti al mese per l'operaio (una cifra impensabile a raggiungersi): bensì il fatto che l'operaio (o chiunque guadagni, da dipendente, 1200 euro netti al mese) sia fin troppo tassato rispetto a quel che guadagna, si trovi a pagare affitti ai prezzi di mercato (quando dovrebbe poter accedere ad alloggi di edilizia popolare, a fitti agevolati, tra i 50 e i 150 euro al mese), e non abbia alcun ammortizzatore sociale a sostegno della sua sempre più frequente precarietà. Se l'operaio, ad es., non si ritrovasse con un netto di 1200 a fronte di un lordo di 2100, ma con un netto di 1400; se ci fosse un accesso privilegiato alla casa e ai servizi di base (sanità, trasporti pubblici, etc.) per lui, l'operaio non fantasticherebbe su stipendi irreali. I governi d'ogni colore hanno preferito mungere i lavoratori dipendenti (che essendo tassati alla fonte non richiedevano un fisco efficiente per essere spolpati), anziché affrontare la piaga dell'evasione; per contro, non si è tentata più alcuna strategia di sostegno ai ceti meno abbienti, dando per scontato che la povertà fosse una piaga della quale si poteva cessare di preoccuparsi. il risultato: un welfare tutto sbilanciato sulla previdenza anziché sul sostegno allo sviluppo dei nuclei familiari e del benessere individuale.

LUVAZ ha detto...

@davide: fatta questa bell'analisi politico-economica l'essere umano- operaio adesso, in sto momento con 1200€ dove va mangiare?A casa tua? la realtà non è quella dei grandi sistemi che studiamo all'università,delle belle soluzioni ai problemi economici che trovano questa o altra teoria economica, o forse sei troppo preso dai tuoi studi di economia a non vedere più l'individuo e la collettività in cui vive-viviamo? Il capitalismo è in crisi e noi ne stiamo vivendo le conseguenze. centro sinistra o centro destra poco cambia, la politica è al sevizio del potere economico capitalista e fino a quando ci sarà la borghesia al potere gli operai si dovranno arrangiare. Se poi vogliamo parlare di flexicurity (http://www.cafebabel.com/it/article.asp?T=T&Id=5053), il caso ha voluto che andassi a far visita al cognato emigrante nella piatta danimarca, e anche lì, nella socialdemocratica europa del nord, tagli all'assistenza sanitaria e alla spesa sociale. eppure le tasse le pagano tutti!
@irene: ho quasi 35 anni, laureata e master in marketing, sono disoccupata da quasi due anni.Avrei dovuto lasciare questo sud "depresso" per il ricco nord ma legami di tipo sentimentale mi trattengono qui. Che fare?Fatemi almeno gli auguri, no?
Provocazione a parte il tuo racconto mi è molto piaciuto.
Brava.

irene (la spostata) ha detto...

Davide, ma scusa, stiamo dicendo cose diverse? E' ovvio che la cifra sia accessoria, ciò di cui si discute p che uno stipendio che potrebbe essere "normale" non basta a fare un terzo di ciò che uno stipendio "normale" di trent'anni fa permetteva di fare. Servono 1.800 euro per le ragioni che hai detto tu, ne basterebbero 1.200 in un paese con un programma di edilizia pubblica, una regolazione del mercato del lavoro razionale e un servizio sociale che copra le esigenze degli individui. Siamo completamente d'accordo. Per questo mi scandalizzo con la risposta di Prodi, che ha reagito come se il giovane gli avesse chiesto Voglio più soldi, quando in realtà gli ha detto Voglio riuscire a vivere con quanto mi danno, dal momento che non avrò MAI i soldi che attualmente servono per riuscire a vivere.

Luvaz, grazie. E' che ogni tanto una si ferma a pensare e le viene da piangere per la paura, e non è giusto.

stefano ha detto...

Ciao Irene, vorrei dirti una cosa forse un po' banale ma sincera: non smettere di sognare, di inseguire le tue utopie, di sperare in un mondo più giusto, non arrenderti alle tue paure,io non l'ho ancora fatto nonostante i miei 50 anni e tutte le incazzature accumulate che ti assicuro sono tante... lo so che è difficile ma credimi c'è ancora qualcuno che non si arrende a chi ci vuol rubare la vita, qualcuno con cui vale la pena condividere le proprie illusioni e le proprie disillusioni i propri sogni e le proprie frustrazioni, non pensare di essere sola...E poi, cavolo se si arrendono quelli come te che da quel poco che ho letto sembrano avere del sale in zucca!!??
P.S. dopo i 5 anni di Berlusconi non ti saresti aspettata una sconfitta più netta? Chi dobbiamo ringraziare se poi questo governo deve affidarsi ad infiltrati come Mastella?
Mio figlio dopo le ultime elezioni era a Berlino a cercare lavoro - fa il musicista -. Un suo amico tedesco gli dice: noi non siamo messi bene, ma cosa doveva ancora farvi Berlusconi per perdere in maniera più netta - un altro po' e vinceva di nuovo!!?? siete proprio strani voi italiani. Ciao.Stefano

davide l. malesi ha detto...

@irene, infatti: adesso che mi dici così, siamo d'accordo. Quello che volevo dire è che non ha senso impuntarsi sull'adeguatamento dei salari a un "tetto" immaginario: senza salvaguardie strutturali (accesso privilegiato a: casa, servizi sanitari, prestiti etc. etc.) fornite dallo Stato, la qualità della vita dei ceti meno abbienti è destinata a perdere terreno.

@luv, sei fuori strada. Io non ho fatto studi di economia; anzi, non sono proprio laureato. Conosco il tema perché gestisco le relazioni esterne di uno dei maggiori Gruppi finanziari italiani, ma sappi che la mia è tutta esperienza concreta; e i galloni, me li sono guadagnati sul campo, non con lauree e master e specializzazioni (né, tantomeno, con raccomandazioni: che mi sarebbe anche piaciuto avere, ma purtroppo non ho avuto).

giulius80 ha detto...

No guarda Irene ero al lavoro quando ti ho mandato il messaggio al Post.. non siamo mai che caxxeggio a casa . Si fa solo ed esclusivamente in orario di lavoro!! (fino a lunedì poi sarò ufficialmente disoccupata!)

irene (la spostata) ha detto...

@Davide: finalmente d'accordo! =)

@Stefano: l'amico di tuo figlio ha dannatamente ragione, ed è questo che fa intristirsi più di tutto.Io non mi arrendo perché non ho nulla da perdere, ma è fin troppo facile per me...

Giulius, mi dispiace:(! Ti auguro di trovare presto un altro ufficio da cui cazzeggiare...